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Riso

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RISO della FATTORIA LESCA

Riso coltivato con metodo biologico, lavorazioni: Integrale, Semilavorato, Bianco non brillato.
Varieta’:
Ribe, un classico adatto per qualsiasi utilizzo
Thaibonnet, riso lungo senza amido, tipo basmati

…una delle prime risaie in Italia a lavorare in modo biologico, nei primi anni 70, quando Simone Lesca incontro’ alcuni agronomi tedeschi venuti in Italia per spiegare i principi di Rudolf Steiner… (segue in mag. info sotto)

Fattoria biologica Lesca, Cascina Regina, Pavia
Certificazione biologico Bioagricert

Confezioni da 1 chilo:

RIBE
• Integrale fino ribe – 3,60 €€
• Semilavorato fino ribe – 3,80 €
• Bianco fino ribe – 3,80 € < Non disponibile

THAIBONNET
• Superfino thaibonnet – 4,00 €

Additional DescriptionMaggiori informazioni


PREPARAZIONE
Cascine Orsine scrive:
Per l'integrale: dopo aver lavato il riso, metterlo in pentola con acqua fredda (4 dita oltre il riso) e sale. Portare a ebollizione scoperto, quindi coprire e lasciar cuocere a fuoco lento per 60 minuti circa anche senza girarlo. Il semilavorato vuole circa 25 minuti a fuoco lento. Il bianco 20 minuti a fuoco lento.
Lesca scrive:
Integrale: partire con l'acqua fredda, proporzioni 3 bicchieri di acqua un bicchiere di riso, sale, cottura a fuoco medio. Dal momento che si accende il fuoco contare 60 minuti. Vedrete che a fine cottura tutta l’acqua e’ stata assorbita dal riso e iin questo modo le proprieta’ non andranno perse.
Semilavorati/semintegrali: stesso procedimento di cottura dei risi bianchi, quindi, soffritto, riso, condimento a piacere e aggiungere brodo bollente durante la cottura, a differenza dei risi bianchi ci vogliono 25/27 minuti.
Risi bianchi: soffritto, riso, condimento a piacere e aggiungere brodo bollente durante la cottura che sara’ di 20 min. circa.

LA STORIA e LA FATTORIA
Il contadino, che si affida agli antichi metodi di coltivazione e osserva i cicli della luna per sapere quando è il momento di semina, sembra un archetipo consegnato alla lettura, in un epoca in cui le tecnologie più avanzate sono giunte nei campi travolgendo antichi adagi e superstizioni. Ci sono però agricoltori che vanno contro corrente, sfidando tendenze e proposte di grande produttività forzata per recuperare i metodi naturali: essi vivono e lavorano nelle aziende biologiche, all'insegna di una scienza che rifiuta ogni prodotto chimico (fertilizzanti, anticrittogamici) per utilizzare elementi naturali e sostanze contenute nel mondo vegetale.

La nostra azienda, condotta in modo familiare, è un esempio di agricoltura biologica. Sorge nella pianura Padana in provincia di Pavia; gli appezzamenti sono coltivati a Prato, sovescio, riso, mais,grano e legumi; tutte queste produzioni sono indispensabili per mantenere l'originaria ricchezza di humus nel terreno. L'esperimento compiuto nella nostra piccola azienda risulta così completo: dall'impostazione del programma, alla produzione, alla lavorazione del prodotto ed alla vendita.
Dopo diversi anni di esperienza, e errori, ora ci si attiene ad un nostro calendari. Ci sono giorni particolari per le radici, per le foglie, per la raccolta e per la semina. Giá dai primi anni 70 in azienda è stata realizzata una piccola riseria per garantire la lavorazione dei cereali. Con procedimenti all'antica: mole di pietra per la stramatura e mulini a pietra per la macinatura. La Cascina Regina è stata così una delle prime in Italia che producessero e lavorassero i loro prodotti biologici: questo avvenne quando mio padre, nei primi anni 70, incontrò alcuni agronomi tedeschi venuti in Italia per spiegare i principi di Rudolf Steiner. Mio padre era molto interessato a queste teorie, perchè aveva mantenuto fino ad allora un concetto tradizionale dell' agricoltura. Nato nel '35 iniziò a lavorare nei campi all'età di 13 anni ed ebbe la possibilità di veder cambiare molte cose nei sistemi di coltivazione, soprattutto negli anni '60, ma, nonostante tutto, lui non ebbe mai avuto simpatia per diserbanti chimici, seguendo lo slogan di Steiner "FAR CRESCERE PIANTE SANE IN UN TERRENO SANO". Si trattava di una sorta di scommessa: coniugare la mentalità imprenditoriale con il rispetto della natura, per in suoi ritmi ed i suoi cicli; non farle violenza ma seguire le leggi scolpite nel tempo. La sua decisione fu una specie di salto nel buio, perchè allora non era niente per scontato che fosse possibile coltivare con metodi biologici facendo allo stesso tempo buoni affari.

METODI USATI CONTRO LE INFESTANTI
Nella nostra azienda abbiamo dovuto risolvere il problema delle erbe infestanti sia in risaia sia per tutte le altre coltivazioni. Per tenere fede ai principi del biologico, non abbiamo chiesto nessun aiuto chimico: interveniamo soltanto con mezzi meccanici. Per quanto riguarda il riso, iniziamo estirpando le radici con mezzi meccanici: un protezione eseguita due volte prima della semina. Questo metodo è anche chiamato "FALSA SEMINA" o " SEMINA SIMULATA": nella risaia tutto è infatti predisposto come per la semina normale; il terreno è spianato e viene immessa un po' d'acqua, ma non iene gettato il seme. Alla fine di aprile le " erbe cattive" trovano condizioni ottimali, quindi germinano e crescono. Quando le infestanti sono spuntate, viene tolta bruscamente l'acqua e si erpica la terra in modo da poterle sradicare. Pulito il terreno, viene immessa nuovamente acqua subito portata ad un livello piuttosto alto, dopo di che si aspetta ancora una volta che le infestanti germoglino e si ripete una seconda volta lo stesso procedimento; si passa poi alla semina. Mentre per tutti gli altri prodotti- mais,legumi- si interviene dopo l'aratura con grosse frese, sia per scomporre la zolla, sia per estirpare le erbe infestanti, dopo l'attecchimento e durante le fasi della crescita della pianta si interviene con frese interfilari che non danneggiano la pianta stessa, perché intervengono solo sugli spazi vuoti che rimangono tra una fila e l'altra. È molto importante aggiungere che, facendo rotazioni del terreno con tutti questi prodotti ( considerando anche grano, Prato, colza, sovescio) , le malerbe, che abitualmente si trovano facendo una monocoltura forzata, nei nostri appezzamenti non esistono, poichè le condizioni del terreno cambiano continuamente.


3.60 €Prezzo:
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RISO della ZELATA CASCINE ORSINE

Riso coltivato con metodo biologico biodinamico, varieta’ Baldo. Lavorazioni: Integrale, Semilavorato, Bianco non brillato. Riso nostrale estremamente versatile, adatto anche per i risotti.

Fattoria biologico biodinamica Cascine Orsine, Pavia
Certificazione biodinamica Demeter
Certificazione biologico Codex

Confezioni da 1 chilo:

• Integrale – 6,20 €
• Semilavorato – 6,40 € < Non disponibile
• Bianco – 6,50 € < Non disponibile

Additional DescriptionMaggiori informazioni


PREPARAZIONE
Cascine Orsine scrive:
Per l'integrale: dopo aver lavato il riso, metterlo in pentola con acqua fredda (4 dita oltre il riso) e sale. Portare a ebollizione scoperto, quindi coprire e lasciar cuocere a fuoco lento per 60 minuti circa anche senza girarlo. Il semilavorato vuole circa 25 minuti a fuoco lento. Il bianco 20 minuti a fuoco lento.
Lesca scrive:
Integrale: partire con l'acqua fredda, proporzioni 3 bicchieri di acqua un bicchiere di riso, sale, cottura a fuoco medio. Dal momento che si accende il fuoco contare 60 minuti. Vedrete che a fine cottura tutta l’acqua e’ stata assorbita dal riso e iin questo modo le proprieta’ non andranno perse.
Semilavorati/semintegrali: stesso procedimento di cottura dei risi bianchi, quindi, soffritto, riso, condimento a piacere e aggiungere brodo bollente durante la cottura, a differenza dei risi bianchi ci vogliono 25/27 minuti.
Risi bianchi: soffritto, riso, condimento a piacere e aggiungere brodo bollente durante la cottura che sara’ di 20 min. circa.

LA STORIA e LA FATTORIA
Cascine Orsine, "La Zelata" si estende con i suoi 650 ettari tra Bereguardo (Pavia) e il Ticino. Di questi, 350 sono coltivati, mentre la fascia lungo il Ticino e' stata mantenuta a bosco naturale. Un terzo della superficie agricola e' normalmente lasciato a prato, per pulire il terreno dalle erbe infestanti e accrescerne la fertilita'. Giulia Maria Crespi, oggi ultraottantenne, inizio' il progetto. "...in campagna, la sera dopo cena era un piacere sentire il grande concerto delle rane. Ma questa gioia veniva totalmente cancellata quando, alla fine di maggio, un silenzio raggelante ci ricordava che erano stati messi i diserbanti nelle risaie".

E fu anche il pensiero che le rane sarebbero potute tornare a cantare, uno dei moventi che spinse questa energica signora ad imparare la tecnica dell’agricoltura biodinamica. Inoltre nel 1968 un cancro, curato in una clinica a indirizzo steineriano, la Lukas Klinik in Svizzera, le fece scoprire l'importanza di una sana alimentazione per la cura della malattia, della qualita' dei cibi e quindi l'agricoltura biodinamica. Iniziano cosi' i corsi di biodinamica in Germania insieme al Aldo Paravicini (figlio), agronomo, oggi responsabile dell’azienda, e nel 1976, quando ancora non si parlava nemmeno di produzione biologica, nacque una delle prime realta' in Italia a coltivare davvero "secondo natura".

IL METODO DI COLTIVAZIONE
Per effetto delle rotazioni, le colture nello stesso campo cambiano ogni anno, alternandosi per un ritmo che dura 5-6 anni. Rotazione e uso di particolari colture (es. leguminose) riducono drasticamente le infestanti e i parassiti. La concimazione con il letame maturato con paglia, sostanze minerali naturali macinate e preparati biodinamici; proveniente dalla stalla dell’azienda (gran parte dei seminativi -circa 95%- sono destinati al consumo animale).

Il calendario delle semine stabilisce il tempo della semina e della raccolta in base alle posizioni della luna e dei pianeti. L'utilizzo di preparati in dosi omeopatiche che funzionano come ricostituente per il terreno e le piante. Maggior lavoro umano e meno macchinizzazione (circa un 40% in piu' di manodopera). Risultati: prodotti di qualita' superiore, piu' energici e piu' vitali.


6.20 €Prezzo:
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